La viticoltura è un’arte antica, un sapere che si tramanda di generazione in generazione. Si stima esistano oltre 10 mila varietà di Vitis vinifera, ma chi si occupa di studiare e classificare tutte queste varietà di vitigni?
La risposta risiede nell’ampelografia. Scopriamo cosa è e a cosa serve questa disciplina.
Ampelografia: significato e origini
La parola “ampelografia” deriva dal greco “ampelos”, che significa vite e “grafia” che significa descrizione. È dunque la scienza che studia, identifica e classifica le varietà dei vitigni, attraverso le loro caratteristiche morfologiche e genetiche. Si afferma nel corso dell’Ottocento grazie ad alcuni autorevoli studiosi, dal francese Odart, ritenuto il fondatore, agli italiani Giuseppe di Rovasenda, Girolamo Molon, Giorgio Gallesio e Giuseppe Acerbi, spinti dal desiderio di catalogare le varietà di uve per produrre vino. Un compito non certo semplice, vista l’enorme quantità di esemplari.
L’ampelografia si divide in due approcci principali:
- Tradizionale. Metodo che si basa sull’osservazione diretta e quindi sulla diversità morfologica tra le diverse varietà di piante.
- Molecolare. Identifica i vitigni attraverso l’analisi del DNA.
Nel corso del ‘900 vennero fatti passi in avanti grazie al progresso delle tecnologie e della scienza e all’istituzione di organismi e commissioni di carattere mondiale ideate per arrivare a pubblicare un catalogo dei vitigni presenti nei vari Paesi, fino all’istituzione di Registri Nazionali e Regionali delle varietà delle uve da vino. A causa della mancanza di fondi e risorse però, non si è riusciti a catalogare tutte le varietà.
A cosa serve l’ampelografia?
L’ampelografia ha un ruolo cruciale nella viticoltura e nell’enologia. L’obiettivo non è solo teorico. Lo scopo era ed è quello di distinguere le varietà della vite per individuare quelle migliori per produrre vini di qualità. Grazie a questa scienza, gli studiosi e i viticoltori possono:
- Identificare le varietà di vite: distinguere tra vitigni simili e riconoscere eventuali errori di classificazione.
- Tutelare le varietà autoctone, valorizzando la biodiversità.
- Selezionare vitigni più resistenti alle malattie o più adatti a specifici terroir migliorando la coltivazione.
- Garantire l’autenticità e la qualità delle denominazioni d’origine.
Ampelografia tradizionale e molecolare
Come abbiamo detto, i metodi su cui si basa l’ampelografia sono principalmente quello tradizionale e quello molecolare.
Il primo si basa sulla descrizione degli organi più importanti della vite che sono: germogli, foglie, frutto e vinaccioli; minori informazioni utili si possono trarre dall’esame di tralcio, tronco, radici e fiori.
Ogni vitigno ha una scheda descrittiva propria e gli organi della pianta vengono descritti nel corso delle varie fasi di crescita.
La terminologia e le modalità di impiego sono stabilite a livello internazionale da organismi come l’OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin).
Questo approccio ha però dei limiti. Infatti, le caratteristiche delle piante sono condizionate dall’ambiente, dallo stato di salute e dal tipo di nutrizione. In più, essendo molte migliaia le varietà, è estremamente complicato fare una classificazione solo attraverso le caratteristiche morfologiche.
L’ampelografia molecolare, si basa invece sull’analisi del DNA. Ciò consente di riconoscere con certezza ogni cultivar e di individuarne anche i genitori.
Esiste poi un terzo approccio, la chemiotassonomia, che si basa sull’indagine quanti-qualitativa di alcuni costituenti chimici. Questi si distinguono in due gruppi:
- metaboliti secondari del tipo composti aromatici e fenolici;
- composti ad alto peso molecolare tipo proteine, enzimi ed acidi nucleici.
Questo metodo è attuato solo da centri di ricerca e richiede poi una elaborazione statistica dei dati con risultati interessanti ma non sempre sicuri.
L’ampelografia è una scienza fondamentale per la viticoltura, grazie alla quale possiamo non solo proteggere il nostro patrimonio vitivinicolo, ma anche migliorare la qualità e la sostenibilità della produzione vinicola. Noi delle Cantine di Dolianova privilegiamo da sempre la coltivazione dei vitigni più tipici della nostra isola in grado di dare uve di qualità eccelsa.
In un mondo dove la tracciabilità e l’autenticità del vino sono sempre più richieste, l’ampelografia si conferma uno strumento indispensabile per il futuro della viticoltura.